Come diceva Ennio Flaiano:
“La pubblicità unisce sempre l'inutile al dilettevole.”

Ci scommetti?

Piccolo spazio pubblicità: sono pronta a fare una scommessa. Alla parola pubblicità ti vengono in mente per lo più due cose: la televisione e il Web poi, riflettendoci, seguono altri canali.

Se ho vinto la scommessa, vuol dire che non hai mai fatto davvero caso a quanta ce ne sorbiamo e assorbiamo ogni giorno. La pubblicità sta facendo davvero bene il suo lavoro.

Piccolo spazio pubblicità

Piccolo si fa per dire …

Senza entrare nei particolari, ma restando solo nelle macro categorie, direi che questo elenco può essere esemplificativo di tutti i modi, tutti i luoghi, tutti i laghi, tutto il mondo pubblicitario che ci circonda:

  • Web – tutto l’Internet è colmo di adv (se si parla di web, l’inglese fa sempre figo! Adv è l’abbreviazione di advertising, che è poi la pubblicità);
  • Televisione – quasi quasi rimpiangiamo tutti il mitico Carosello, in cui in un quarto d’ora passavano le pubblicità della giornata e finiva lì, dopo tutti a nanna;
  • Cinema – a lungo è rimasto il luogo in cui l’unica propaganda era la locandina del film, da anni non è più così e abbiamo perso l’ultimo luogo neutro che ci era rimasto;
  • Radio – da quando gli imprenditori si sono accorti che il costo è inferiore ad altri canali e i risultati non sono malaccio, anche la radio è stata contaminata. Evidentemente non siamo tutti uguali, perché personalmente non assorbo quasi nulla degli annunci che passano in radio, perlomeno a livello cosciente;
  • Carta stampata – è sempre piaciuta tanto a chi vuole farsi réclame e sia i quotidiani sia i rotocalchi le dedicano da sempre molto spazio, ci sono alcune riviste di moda che si può dire siano un concentrato di pubblicità;
  • Cartellonistica stradale – spesso dibattuta perché, in base alle immagini, può distrarre automobilisti e pedoni, è una forma che viene utilizzata moltissimo;
  • Mezzi di trasporto – dentro e fuori, su mezzi di trasporto pubblici e privati, sempre più spesso vediamo circolare vetture super colorate che ci mandano messaggi;
  • Call center – penso di poter dire senza essere smentita che sia la forma meno piacevole e sopportabile di farsi propaganda, prima solo al telefono fisso, ora anche sul cellulare, a mio parere è un modo davvero sgradevole di farsi pubblicità;
  • Abbigliamento e calzature – ogni volta che indossiamo un capo che ha il logo o il marchio in bella vista, siamo noi stessi il canale pubblicitario. Dovremmo riflettere su questo aspetto, se non altro perché gli altri canali vengono pagati per farlo, invece in questo caso a pagare siamo noi. Qualcosa non torna;
  • Arredamento – il discorso è simile a quello dell’abbigliamento, non ha ancora preso molto piede se non a casa dei magnifici Ferragnez che è tutta una vetrina di Louis Vuitton;
  • Oggettistica varia – accessori di abbigliamento, bigiotteria, valigeria, cancelleria, occhialeria e chi più ne ha più ne metta. Siamo alle solite, il consumatore paga per fare pubblicità a un marchio e a me continua a non quadrarmi qualcosa.

Ti viene in mente altro? Ho dimenticato qualcosa?

 

 

Quasi non esiste più un luogo, uno spazio, libero da pubblicità. Ne siamo sommersi!

A me intriga molto, la studio in tutte le sue forme. Mi piace anche, ritengo che sia una forma di arte da un punto di vista tecnico. Mi interessa molto vedere come sia capace di dare il ritmo del tempo in cui si vive e rappresentarlo.

Temo però che ci siamo fatti prendere la mano e che sia un errore permettere una programmazione esagerata nei mezzi di comunicazione.

Tu come la pensi? Ti infastidisce? Ti piace? Sai valutare quanto ti influenzi?

 

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Vuoi vedere qualche film sul tema? https://filmtipo.com/tema/12726-agenzia-pubblicitaria

Vuoi vedere che figura ci fa la donna nelle pubblicità? https://flaviaepsiche.it/category/femmes-et-reclame/