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Le tette nel codice della strada

Ad un certo punto, siamo intorno al 2020, una deputata e una senatrice riescono, dopo anni di discussioni e di proteste, a fare approvare la legge che vieta sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi. Una norma di buon senso e di intelligenza, prima ancora che di femminismo. L’idea che sia anche stato difficile riuscire a fare passare una simile legge dovrebbe già lasciare tutti a bocca aperta. Sembra infatti che sia normale pubblicare messaggi offensivi, sessisti e violenti, che non ci sia nulla di male nel farlo. Ma non è così.

  • NON E’ NORMALE FARLO
  • NON SI PUO’ FARE
  • NON DOVREBBE NEMMENO VENIRE IN MENTE DI FARLO

Ho spesso l’impressione che ci siano comportamenti e prassi ormai talmente integrati nelle quotidianità, nel gergo, nei discorsi, che non si intravede nemmeno il danno che fanno e i messaggi che veicolano. Purtroppo le persone che non sono sensibili a questi temi, quando vengono in qualche modo redarguite o viene loro illustrato l’effetto di determinate comunicazioni, reagiscono con aggressività. E’ così che ci sentiamo dire

  • e fattela una risata
  • non sono questi i problemi
  • non si può più dire niente

Visto questo scenario sono state necessarie le leggi.
Il senso della legge che vieta sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi è tristemente chiaro. Se non si mette un limite purtroppo non c’è autoregolazione che tenga e limiti non ce ne sono. Dai cartelloni talmente ammiccanti da fare aumentare gli incidenti stradali e a provocare distrazioni pericolose a offendere per fisico, patologie, provenienza e più e prima di tutto per genere e orientamento sessuale. Se si era arrivati alla Legge è perché, ahimè, se ne era fortemente sentito il bisogno.
Che poi anche le aziende si sono accorte che la pubblicità sessista fa sensazione ma non rende in termini di vendita, ma pare che il “purché se ne parli” abbia un fascino pazzesco!

Cosa succede a 4 anni di distanza

Quattro anni dopo, altri due senatori, rappresentanti di un altro partito, presentano un emendamento al ddl Concorrenza – la legge annuale che regola la libera iniziativa imprenditoriale – che chiede di abrogare alcuni divieti presenti nel Codice della Strada introdotti nel 2021.
L’emendamento, che è stato presentato in Commissione Commercio e Industria, dove il ddl Concorrenza è attualmente allo studio, fa riferimento a due commi dell’articolo 23, il 4bis e il 4 ter:

«È vietata sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga

messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi»

Nello stesso comma si precisa che sono vietati

«i messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell’appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere o alle abilità fisiche e psichiche» https://27esimaora.corriere.it/25_ottobre_07/se-ritornano-pubblicita-sessiste-cartelloni-stradali-cosa-c-dietro-l-emendamento-fdi-61c36d5c-a385-11f0-a639-ed5d1098fca9.shtml

Quindi due rappresentanti del popolo chiedono che queste cose vengano eliminate, cancellate. Chiedono quindi che sia possibile – concesso – legale, insultare e discriminare le persone. Trovo tutto ciò obbrobrioso e credo che nessun rappresentante del popolo dovrebbe mai fare una cosa simile. Non ci sono interessi ed economia che tenga. Prima ci sono le persone, poi tutto il resto.
Mi chiedo chi abbia nostalgia di trovare lati B e tette tra un segnale stradale e un altro. È chiaro che questo è un assist alla produzione, alle industrie, al commercio; è un modo, anzi un tentativo, per far girare l’economia. Ma tutto ciò si porta dietro una tristezza e una bassezza morale che hanno dell’incredibile.
In un mondo giusto già non dovrebbe servire una legge per vietare i messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell’appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere o alle abilità fisiche e psichiche. Cancellare un simile passaggio a mio parere è qualcosa di ignobile.

Fare e disfare

Ogni persona ha il diritto di scegliere una direzione politica che ritiene sia quella giusta, è importante sentirsi rappresentati da chi ci Governa e, quando non ci si sente rappresentati perché le idee sono diverse, ci si deve COMUNQUE sentire tutelati. Credo che è da questo principio che dovrebbero iniziare i partiti. Gli elettori danno i voti a chi scelgono, ma gli eletti devono rispettare i diritti di tutti. Se ci sono leggi che definiscono TUTELA e DIRITTI queste non devono essere cambiate a seconda di chi governa.
Chiunque governi deve fare di tutto affinché sia garantito il rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell’appartenenza etnica  e devono essere vietati messaggi discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere o alle abilità fisiche e psichiche. Se i partiti non riescono a garantire questo a tutte le cittadine e a tutti i cittadini allora stiamo raschiando il fondo del barile della civiltà.
Personalmente non ho alcuna nostalgia di cose simili:

Link

https://www.controvento.online/pubblicita-sessiste-fratelli-ditalia-vuole-abolire-il-divieto-imposto-dal-codice-della-strada-insorgono-le-opposizioni/
https://www.marieclaire.it/attualita/news-appuntamenti/a38171271/pubblicita-sessista-vietata/
https://d.repubblica.it/magazine/2025/05/10/news/ecco_perche_la_pubblicita_e_ancora_sessista_e_a_pareggiare_non_basta_luomo_che_fa_la_lavatrice-424267390/
https://flaviaepsiche.it/2025/08/22/la-punta-dell-iceberg/
https://flaviaepsiche.it/2022/11/27/dovrebbe-suonare-un-campanello-d-allarme
https://flaviaepsiche.it/2023/09/09/mai-abbassare-la-guardia/