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Dietro front!

Sul tema della discriminazione e della tutela dell’immagine femminile si è fatto molto, ma i fatti ci dicono che evidentemente non è stato abbastanza.
Stava cambiando qualcosa, iniziavamo a tirare un sospiro di sollievo, poi il vento ha cambiato giro e ci ritroviamo con emendamenti che vogliono annullare leggi in difesa della tutela dell’immagine femminile e contro tutte le discriminazioni.
Ci stavamo credendo che i nostri sforzi portassero dei risultati positivi ed in effetti per un periodo è successo. Poi però in maniera subdola, senza fare rumore, piano piano le cose stanno tornando indietro.
Forse tutto è iniziato quando si è capito quanto sia più facile giudicare, dire cose a vanvera e seguire stereotipi e pregiudizi piuttosto che ragionare. E non giudicare. E non sfruttare. E non deridere. E’ difficile fare tutto ciò. Il rispetto implica la fatica di mettersi nei panni degli altri e la fatica di essere onesti con se stessi.
Certo che da soli non andiamo da nessuna parte, se le Istituzioni non sono da questa parte della barricata, se le leggi che abbiamo conquistato vengono cancellate a suon di emendamenti, non andiamo lontano.
Non si cava un ragno dal buco SE NON SI:

  • parla di discriminazione nelle scuole
  • fanno vedere le immagini pubblicitarie che per anni ci hanno condizionato
  • spiega il filo rosso che unisce pensiero-emozioni-comportamenti

Quindi si fa un bel dietro front e si regredisce a quando era normale, tollerato, considerato pure divertente, fare pubblicità sessiste, oggettivare le donne e discriminare. A me tutto ciò fa una tristezza enorme e sinceramente credo che non si possa restare a guardare facendo finta di niente.

La situazione attuale

Per quanto lavoro sia stato fatto, per quanto la situazione sia cambiata perché abbiamo visto di peggio, la pubblicità oggi è ancora sessista, e lo dico con un dispiacere enorme.
Allargando un po’ lo sguardo mica solo la pubblicità è così, tutto ciò che passa in TV lo è! Réclame, film, serie, messaggi che passano nelle trasmissioni.
Un bel salto negli anni ’60:

  • casalinga come ruolo predefinito non come scelta
  • madre come ruolo obbligatorio
  • moglie Ça va sans dire
  • oggetto da esporre

Un patriarcato diffuso e sottile, un vedo non vedo, la rana bollita! Guarda questo esempio, uno tra i tanti che si possono scegliere:

Lui passa da Roma per lavoro ovviamente e si ferma per il pranzo, lei invece pranza ma poi corre per smaltirlo. Vuoi mica che ingrassi? Lei!

E che dire di questa?

In generale ciò che passa in Tv a livello pubblicitario, ma in generale come ruolo femminile, può essere riassunto come segue:

  • E’ la donna che ha perdite di urina e necessita di pannolini – vero che ultimamente vediamo anche la pubblicità  degli slip da uomo , ma quante volta passa rispetto all’altra?
  • Chi non riesce a mordere la mela? Ovviamente è Eva ad avere problemi di denti e la dentiera che balla
  • Lei si tinge i capelli perché bianchi fanno vecchia
  • La donna è quella che ha le rughe e che deve assolutamente fare qualcosa per farle andare via (che poi ci va un miracolo o la chirurgia, peraltro!)
  • Vogliamo parlare dei peli superflui? Solo quelli femminili sono superflui, quelli maschili vanno benissimo
  • Lei ha bisogno del deodorante perché il suo sudore puzza.

L’anima del commercio

E’ evidente che la pubblicità è l’anima del commercio e se fa un po’ di terrorismo funziona meglio e vende di più. Ma è davvero giunto il momento di dire basta a questi stereotipi, a questa mancanza di rispetto e a questo trattamento da polli d’allevamento.
Facci caso: tutti questi prodotti al femminile costano molto più cari degli stessi al maschile.
La pubblicità sfrutta l’immagine femminile, le donne, molte donne, la subiscono e finisce pure che pagano i prodotti molto più cari rispetto agli stessi prodotti “da uomo”. Questo sur plus è la cosiddetta  pink tax.
Quanto incide?
Un rasoio per donne può costare l’11% in più di uno per uomini; i profumi possono avere un costo superiore del 27%.

Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale di Google ho ricostruito la questione dell’IVA sugli assorbenti, per farti un esempio concreto di come noi donne siamo un po’ scambiate con le mucche da mungere.

L’IVA sugli assorbenti in Italia è tornata al 10% dal 1° gennaio 2024, dopo essere stata ridotta al 5% per un breve periodo nel 2023, in seguito a una modifica della Legge di Bilancio che ha ripristinato l’aliquota precedente per questi prodotti essenziali e quelli per l’infanzia. Questa misura è stata vista come un passo indietro, dato che l’aliquota era stata abbassata dal 22% (tassazione sui beni di lusso) per riconoscere la necessità di questi articoli, ma è stata poi riportata al 10%. 
Evoluzione dell’IVA sugli assorbenti:
  • 2021-2022: IVA al 22% (aliquota ordinaria).

  • 2023: IVA ridotta al 5% (a seguito di modifiche normative).

  • Dal 1° Gennaio 2024: IVA al 10% (ripristino dell’aliquota precedente). 

Credo che questo esempio sia significativo rispetto alla questione, siamo decisamente in fase di dietro front!

 

Link

https://www.tragicomico.it/il-principio-della-rana-bollita-noam-chomsky/
https://d.repubblica.it/magazine/2025/05/10/news/ecco_perche_la_pubblicita_e_ancora_sessista_e_a_pareggiare_non_basta_luomo_che_fa_la_lavatrice-424267390/
https://flaviaepsiche.it/2025/08/22/la-punta-dell-iceberg/
https://flaviaepsiche.it/2022/11/27/dovrebbe-suonare-un-campanello-d-allarme
https://flaviaepsiche.it/2023/09/09/mai-abbassare-la-guardia/