No contact
Hai sentito parlare di questa strategia, questo comportamento in difesa di se stessi da qualcuno?
Si tratta di interrompere qualsiasi tipo di comunicazione con una o più persone per un periodo indeterminato, che può essere di qualche giorno o per sempre. Questo comportamento inizialmente veniva indicato per quelle persone che in coppia avevano vissuto eventi difficili da sopportare, e il termine veniva e viene spesso associato alla parola “tossico” – rapporto tossico, relazione tossica, persona tossica, legame tossico.
Sarò la solita mosca bianca o se preferisci la voce fuori dal coro, ma di questa storia mi piace assolutamente NIENTE. A partire dal concetto di no contact fino al definire qualcuno come tossico.

Credo che ognuno di noi debba interrompere qualsiasi relazione con qualsiasi persona che la rende infelice, che la maltratta, che usa qualunque tipo di violenza. Non solo deve interrompere i contatti, ma si deve difendere e tutelare, se è il caso anche rivolgendosi alle forze dell’ordine. Ricordo che l’estremo della violenza è quella fisica, ma ci sono mille sfumature di violenza (ad esempio lo stalking) che vanno assolutamente denunciate.
- Per denunciare tutte le forme di abuso e violenza sulle donne il numero principale è il 1522 https://www.pariopportunita.gov.it/it/numeri-utili/1522-numero-antiviolenza-e-antistalking/
- Per altre denunce è il 112 che è il numero unico di emergenza https://sdg.interno.gov.it/it/f5-numero-emergenza-unico-europeo-112
La persona tossica
Definire una persona come tossica equivale a non lasciare alcun tipo di speranza e di possibilità di cambiamento per la persona stessa. La relazione può non funzionare, può essere disfunzionale, ma la relazione è costituita almeno dalla partecipazione di due persone.
L’intelligenza artificiale di Google dà questa definizione di persona tossica …
è un individuo i cui comportamenti e atteggiamenti hanno un impatto emotivamente negativo e dannoso sugli altri, drenando energia e creando stress, spesso attraverso manipolazione, critiche, vittimismo e mancanza di empatia, portando sentimenti di inadeguatezza e insoddisfazione nelle relazioni
Aggiunge poi le cause possibili: traumi passati, bassa autostima o problemi psicologici, mancanza di consapevolezza emotiva.
Come dire che si tratta di una persona che ha problemi e che non riesce a mettere gli altri in condizioni di creare relazioni sane. Punto, non serve aggiungere l’aggettivo “tossico” che è inutile e giudicante. Purtroppo anche le parole a volte seguono dei trend, delle mode, delle tendenze, per cui alcune vengono selezionate, elette e ripetute spesso anche in modo inadeguato. Credo che sia questo il caso.
Il no contact
Per quanto riguarda il NO CONTACT con chiunque non si vada d’accordo è un approccio affatto educativo perché, ribadisco in tutti quei casi in cui non c’è violenza, si discute. Ci si confronta. Si litiga anche. Chiudere per liberarsi di una situazione difficile da affrontare equivale ad evitare e il meccanismo di difesa dell’evitamento non è sempre funzionale.
Si può comunicare di aver bisogno di un periodo per sè, per riflettere, per capire, per sentire le proprie emozioni. Si può dire che si sente la necessità di un periodo in cui stare da soli. Ma si affronta, si definisce, si spiega, si danno dei limiti temporali. Non per gli altri, ma per se stessi.
Oltre ai casi di violenza, c’è un altro caso in cui è possibile che il no contact possa essere utile e siamo nell’ambito della dipendenza affettiva (https://www.istitutodipsicopatologia.it/di-cosa-ci-occupiamo/la-dipendenza-affettiva/) e in questo capire dove sta la tossicità è davvero un bel terno al lotto.
Ultimamente in Italia, ma da molto più tempo ad esempio negli USA e in altri Paesi, il no contact viene indicato ai figli nei confronti dei genitori. Il Natale no contact sta prendendo piede anche in Italia, con flotte di genitori e parenti stretti pressoché disperati https://www.vanityfair.it/article/natale-no-contact-interrompere-rapporto-genitori-feste-natale.
È necessario fare qualche precisazione:
- la prima e più importante riguarda il fatto che OGNI STORIA E’ UNA STORIA A SE’ e non è corretto applicare un metodo per ogni situazione
- il no contact specialmente con i genitori è una decisione difficile da prendere e non è priva di conseguenze, quindi è necessario lavorarci su prima di metterlo in pratica
- a coloro che sono favorevoli in tutti i casi a questa pratica e che asseriscono che “se si decide di tagliare con amici nessuno ha niente da dire, se lo si fa con i genitori tutti storcono il naso” dico che sì, è proprio così perché il legame con i genitori è diverso da quello amicale.
Avevi già sentito parlare di no contact?
Cosa ne pensi?
https://flaviaepsiche.it/2025/05/09/abbi-cura-di-te/


