”Quel gruppo su Facebook è solo la punta dell'iceberg, non si può abbassare la guardia, non ci si può ridere su come fosse una goliardata. Le donne non sono oggetti, non sono cose inanimate, non sono bambole.
La punta dell’iceberg
La notizia è di questi giorni, ma evidentemente la faccenda va avanti da un sacco di tempo. Tanto quanto è necessario ad un gruppo Facebook di raggiungere il ragguardevole numero di 32 mila iscritti. Sì, tanti così, 32 mila guardoni che si divertivano a commentare immagini rubate a donne ignare di finire in un gruppo su un social.
Prima ancora di andare a discutere sulla questione femminile sarebbe il caso di interrogarci sulla questione maschile. Nemmeno le scimmie antepongono la sessualità alla socialità, e ho detto tutto. E poi che sessualità cari maschietti, proprio basica eh! Quella delle pugnette dei ragazzini di tredici anni, un po’ di vergogna ve la meritate sappiatelo.
Ma veniamo alla questione femminile, che ancora una volta è in una situazione pessima. Perché in questo Paese il rispetto per il femminile non esiste. Quando il corpo di una donna viene usato alla stregua di un oggetto, a quella donna non è riconosciuta nemmeno la dignità di persona. Nella mente diventa un oggetto vero e proprio e ci si sente in diritto di utilizzarlo come più aggrada. Un oggetto lo si può usare, condividere, prestare, rompere, buttare, cambiare destinazione d’uso. E’ terrificante pensare di poter fare tutto ciò con una persona.
Oggettivazione, mercificazione, sessualizzazione.
Quando si parla di OGGETTIVAZIONE, MERCIFICAZIONE, SESSUALIZZAZIONE ci si sente dire di tutto:
- “adesso state esagerando” – esagerando in cosa esattamente non è chiaro, ma tant’è
- “non vi si può più dire niente” – le parole contano, hanno un peso, un significato. Ascolta la canzone Le parole https://www.youtube.com/watch?v=Zpc8TE6J5Wo
- “siete tutte femministe” – sì e non è un insulto e sarebbe gradito che anche gli uomini lo fossero
Poi emergono pagine di social in cui fotografie di donne IGNARE vengono pubblicate e commentate da oltre trentamila uomini che si divertono molto a farlo. Il gruppo si chiamava (al passato perché è stato chiuso!) Mia moglie, nome che se possibile lo rende ancora peggiore.

Il guaio è che, a questo punto, abbiamo chiara la possibilità che ne esistano altri di gruppi di questo tipo. Altre decine di migliaia di followers che seguono pagine deliranti, con immagini rubate, pubblicate all’insaputa dei soggetti. Commenti terrificanti, risate senza ritegno. Oggetti anche trattati malamente.
Prova a digitare la parola chiave ( gruppo facebook mia moglie) su Google e viene fuori questa schermata di articoli, se non hai chiaro di cosa si tratti puoi leggere e informarti. E’ importante sapere a che punto si possa arrivare! https://www.facebook.com/Repubblica/posts/dopo-il-danno-la-beffa-il-gruppo-facebook-mia-moglie-in-cui-i-32-mila-iscritti-p/825288186490611/?locale=it_IT
La punta dell’iceberg

Non dobbiamo mai abbassare la guardia e non dobbiamo avere paura di parlare, di dire alle giovani fanciulle che tutto ciò è esistito, esiste ed esisterà. L’unica difesa possibile è la conoscenza, è riconoscere i segnali, è allontanarsi e non partecipare alla risata facile perché “cosa vuoi che sia, non c’è niente di male”. C’è tutto di male e quella è solo la punta dell’iceberg.
Link
https://flaviaepsiche.it/2022/11/27/dovrebbe-suonare-un-campanello-d-allarme/
https://flaviaepsiche.it/2024/11/30/la-violenza-contro-le-donne-e-realta/
