Siamo alle solite, ma che nessuno si illuda che ci abbiamo fatto il callo. Gli stereotipi ci saltano agli occhi senza che li cerchiamo.

Te la ricordi la Mondaini che diceva “che barba che noia, che noia che barba”? Ecco, così. Ciononostante non si molla e non si arretra nemmeno di mezzo passo.

Siamo alle solite

Trova le differenze tra queste immagini. La grafica è cambiata tantissimo, purtroppo non si può dire altrettanto dei contenuti. O forse sì, si può: sono peggiorati!
Negli anni, gli stereotipi si ripetono e fin qui niente di strano, fanno il loro “mestiere”. Purtroppo però se ne aggiungono altri alla lista già fin troppo lunga e, per quanto sembri impossibile, peggiorano!
Ecco una carrellata di immagini:

L’ho presa alla lontana, qui lo stereotipo è quello della casalinga che riceve in dono dal marito, ovviamente lavoratore, una serie di elettrodomestici che le rendono più facile la vita. Perchè lui ci tiene che lei si stanchi poco, così potrà espletare il suo dovere coniugale. Dove sta scritto? Da nessuna parte. Sicuramente sono io ad essere maliziosa!
Altra chicca: lui è vestito di tutto punto, lei indossa il grembiule per le faccende domestiche.

Davvero tanti anni dopo, decenni dopo, dimmi tu cosa è cambiato. Siamo nello scenario della Pandemia, questa immagine è stata utilizzata per divulgare l’app Immuni. Lui è in smart working, lei accudisce la prole. Il tema è identico a quello di 50 anni fa. No comment, perchè le parole a volte fanno fatica ad uscire.

…  Questo meme è il più attuale, l’ho trovato pochi giorni fa. L’autore deve essere del tutto ignaro dell’esistenza della Cristoforetti. Possiamo ammirare un astronauta, eroe, genio che va sulla luna. Lui viene messo a confronto con una donna. Ovviamente facendo passare lei per un’oca che, al massimo, può andare al bagno e fare dei selfie, perchè lei non ha nulla di meglio da esporre.

Siamo alle solite

Pensi sia finita qui? Per niente proprio. Il primo meme che trovi qui sotto, è quello più recente, i due successivi sono vecchiotti. Ma forse piacciono talmente che hanno ripreso a girare su Facebook. Perchè certe perle di saggezza è un peccato che si perdano nei meandri dell’Internet, vanno riesumati.

Il soggetto è l’uomo ed è lui che deve GESTIRE una donna forte. Gestire, capito?!?! Esattamente come si fa con una pratica o con un problema.
Ecco come il vocabolario definisce il verbo gestire:

1 Amministrare un’impresa economica: gestire un bar;
2 Sovrintendere a un’attività: le macchine gestiscono l’organizzazione dell’azienda;
3 fig. Regolare, distribuire con equilibrio qlcosa di cui si dispone: gestire il proprio tempo.

L’idea che ci possa essere qualcuno che pensa di “gestirmi” proprio non la reggo. Maschio o femmina che tu sia, come la pensi? Non ti sale giusto un velo di nervoso?

I E questo meme non lo commento proprio che è decisamente meglio!

La conclusione è perfetta: è impressionante. Cioè fa davvero impressione pensare che una mente umana abbia scritto una simile imbecillità.

Siamo alle solite

In conclusione

Il guaio è che non c’è una conclusione, non si vede una fine. Sotto a questi post, che non dovrebbero girare tranquillamente sui social, ci si trovano un sacco di emoticon sorridenti. Troppo spesso vengono messe da donne e altrettanto spesso sono donne a pubblicarli. Molto, ma davvero molto, raramente qualcuna commenta con frasi di dissenso e viene caricata di miserie. Da altre donne, sì.

Come mai?

La sensibilità al tema non è così diffusa. Ci si sente rispondere che “i problemi sono altri” quando va bene. Molto più spesso le risposte sono davvero offensive e grezze.
Quando il commento è finalizzato a fare emergere il senso del testo, suscita rispostacce. Non dico sempre, ma molto spesso.
E’ il caso di rifletterci, perchè questa reazione dice più di qualcosa. Siamo ancora noi le nostre peggiori nemiche.