Giovani e meno giovani, primavera e autunno. Non esiste una senza l'altro, ce lo insegna la natura. Ma siamo così testardi da non capire.

Tutto intorno a noi possiamo trovare ogni suggerimento di cui necessitiamo. Ma siamo così ostinati da non vederli, così presuntuosi da non cercarli. Peccato.

Giovani e meno giovani, primavera e autunno

Le 4 stagioni

Le stagioni hanno bisogno una dell’altra per portare a termine i loro compiti. Non può esserci l’estate che conosciamo se non è preceduta dalla primavera che prepara il terreno, la flora e la fauna ai mesi di calore. E la stessa primavera non potrebbe essere quella che conosciamo se prima non ci fosse l’inverno. E da cosa ci svegliamo se non andiamo a dormire?
La natura ha un ritmo e anche se lo stiamo facendo stravolgere, lei cerca di continuare su quelle note. Cambia, certo, ma piano. Sono necessari centinaia di anni, perchè i cambiamenti repentini sono violenti e fanno male. Ci si deve abituare, settare, si devono trovare equilibri nuovi.
E noi, esseri umani, siamo parte della natura. Siamo elementi del regno animale. Se solo ce lo ricordassimo, potremmo giovarne in diverse occasioni. Invece siamo ostinati e presuntuosi. Crediamo che gli esseri umani siano di più. Più intelligenti … siamo gli unici a parlare. Ma non è vero. Ogni essere vivente comunica e ha un suo linguaggio. Semmai siamo noi a non capirli, mentre pare che loro capiscano noi. Pensa agli animali e anche alle piante.
E siamo ostinati e presuntuosi anche tra di noi, nemmeno tra la nostra stessa specie riusciamo sempre a comprenderci. Che peccato!

Giovani e meno giovani, primavera e autunno

Se gioventù sapesse e vecchiaia potesse

                               

Se, in natura, l’autunno ha un senso anche perchè prepara alla primavera, allora anche per noi dovrebbe essere così. Quando si dice se gioventù sapesse e vecchiaia potesse forse si sta dicendo anche questo. Che si può, se non addirittura si deve, collaborare, non competere. Invece la nostra società tende a metterci in questa posizione, brutta, antipatica, scomoda, della competizione.

  • In molti luoghi di lavoro si apre una vera e propria gara che vede da una parte l’energia e dall’altra l’esperienza. Uno contro l’altro, tutti incavolati e mal disposti reciprocamente. Chi è più giovane pensa che la carriera spetti a loro, chi è più maturo ritiene di esserne più in diritto per la conoscenza e per avere memoria storica della situazione
  • In giro per il mondo, nei luoghi di divertimento, si vuole apparire sempre al top, sempre in forma, eternamente giovani. E qui, probabilmente, si confondono le carte, perchè un minimo di confine potrebbe essere molto utile sia ai primi sia ai secondi. I ragazzi amano fare gruppo, stare tra loro e vogliono differenziarsi dagli adulti. Gli adulti dovrebbero saperlo e non sconfinare troppo. E mi viene in mente un altro modo di dire, brutto in realtà, ma molto evocativo dietro liceo, davanti museo. 
  • In società le rughe non sono amate, nè i capelli grigi. Ma fosse che anche noi ci abbiamo calcato un pò la mano e non siamo più abituati a riconoscere i segni del tempo che passa e ad apprezzarli?

Giovani e meno giovani, primavera e autunno

Non so dove stia la verità, sono solo pensieri e riflessioni che emergono da una analisi del sociale. I più grandi hanno bisogno dei più giovani e viceversa, nessuno di loro ha bisogno di competitors. Non siamo concorrenti di una gare. Ma esseri fortunati che stanno vivendo la più bella delle avventure, che è la vita. Dovremmo aiutarci, sostenerci. Non fare la gara a chi arriva prima. Perchè dove dobbiamo arrivare non si è ancora capito.

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https://flaviaepsiche.it/category/60-e-dintorni/
https://flaviaepsiche.it/2022/01/27/oggi-la-nostra-eta-e-strana-sei-d-accordo/
https://flaviaepsiche.it/2021/10/27/a-volte-sembra-ieri-altre-un-secolo/
https://www.interno.gov.it/it/notizie/anziani-e-giovani-insieme-unindagine-sociale-lecco
https://www.starbene.it/benessere/corpo-mente/anziani-sono-i-nuovi-giovani/