Siamo fatti di quotidianità eppure la snobbiamo, la viviamo ma la pensiamo poco e, spesso la sottovalutiamo. Aspettiamo un poi.

La nostra vita si sussegue giorno dopo giorno, è fatta di quotidianità. Giorni spesso simili uno all’altro, che trascorrono e si consumano tra un mattino e una sera.

Siamo fatti di quotidianità

La giornata inizia solitamente con una sveglia che suona, uno sbadiglio, un girarsi su un fianco e con il restare nel letto altri cinque minuti. E poi ci si alza, mentre si va in bagno si pensa già agli impegni della giornata … e si finisce con lo sbattere un dito del piede contro l’armadio.

Dal momento in cui si apron gli occhi è un’attesa di un dopo, quel che c’è da fare dopo, quel che si farà dopo … da quel momento fino alla sera si passano in rassegna gli impegni della giornata. E si pensa a dopo.

Canta Baglioni “La vita è adesso“, ma noi è come non lo sapessimo.

La colazione, chi alla veloce chi più completa, si fa in cinque minuti. Ma dimmi:

Ti è piaciuto quello che hai mangiato?

Avevi desiderio di mangiare proprio quello?

La temperatura del latte/tè/caffè/spremuta/succo o quel che sia che hai bevuto, era quella giusta per te?

Hai apparecchiato il tavolo per consumare la tua colazione? Almeno con una tovaglietta …

Ti sei seduto/a?

Se eravate in compagnia, vi siete parlati? Vi siete chiesti come state? Vi siete raccontati avete sognato?

Lo so che sembra difficile, se non impossibile, ma non è vero. E’ questo che va registrato, compreso, assorbito E’ POSSIBILE.

E’ possibile, è auspicabile e fa la differenza. A costo di puntare la sveglia un quarto d’ora prima del solito. Come si dice: il buon giorno si vede dal mattino.

Siamo fatti di quotidianità

Esercitiamoci ad apprezzarla

Non scriverò un articolo scandendo tutta la giornata, ma il concetto è lo stesso della colazione. Si chiama mindfulness, per quelli anglofoni, e consapevolezza per tutti gli altri. Consapevolezza che ogni attimo della nostra vita è unico e ha un valore immenso. Quanti attimi gettiamo al vento?

C’è un esercizio che si può fare, che trovo sia meraviglioso.

  • Prendi una caramella e mettila sul palmo della mano.
  • Chiudi gli occhi e concentrati sullo spazio che occupa, sul peso che percepisci. Poi muovi la mano e ascolta il rumore che senti.
  • Apri gli occhi e scartala, ascoltando il rumore della carta, osservando come è stropicciata.
  • Osservala.
  • Liberati della carta e richiudi gli occhi.
  • Passa la caramella da una mano all’altra, focalizzati sulle differenze che percepisci tra una mano e l’altra.
  • Poi annusala, senti che odore ha. Aspetta un attimo … forse affiora qualche ricordo.
  • Mettila in bocca ma non masticarla. Gioca un pò con la consistenza, con il sapore.
  • Solo dopo aver percepito tutto, inizia a mangiarla dando attenzione a quello che ti succede in bocca.

Ecco, con la quotidianità dovremmo fare così.

 

 

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https://flaviaepsiche.it/category/psicologia-quotidiana/

https://flaviaepsiche.it/2022/02/13/ogni-giorno-sembra-uguale-ma-e-nuovo/

https://flaviaepsiche.it/2021/08/14/aggiungi-un-po-di-sale-alla-vita/

https://it.wikipedia.org/wiki/Zona_di_comfort

https://www.youtube.com/watch?v=P2rfA_qUNlU