A volte tiri un sospiro di sollievo, ma poi ... te ne penti. E il pentimento peggiore è quello provocato da qualche sorella che cavalca l'onda e fa la gnorri

Iniziamo così il 2022, con donne imprenditrici, giovani, sul pezzo. Donne in gamba che producono legging sportivi. E che fanno una pubblicità orrenda, cadendo nel peggiore degli stereotipi maschilisti. Scadendo nella volgarità. Peccato!

A volte tiri un sospiro di sollievo, ma poi

A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca

Inutile girarci intorno, in un caso come questo viene proprio il dubbio che si tratti di meta pubblicità. Un pensiero che appare macchinoso, ma che ha il suo perchè. Realizzo una pessima pubblicità in modo che se ne parli e, di conseguenza, rimangano in mente prodotto e marchio. Se così fosse, credo che sia andata maluccio, perché quel che rimane in mente sono sette sederi e il Vesuvio, che proprio non ha bisogno di essere pubblicizzato per diventare famoso.

Di questa vicenda, quello che mi sembra non regga proprio è la dichiarazione “noi siamo state lese come azienda e come donne”. Appunto, donne, giovani e sul pezzo. Non vorrete farci credere che non sapete nulla di pubblicità, di marketing, di oggettivazione e di mercificazione del corpo femminile …

A volte tiri un sospiro di sollievo, ma poi

… Ma poi te ne penti, anche amaramente perchè

  • sempre le stesse cose;
  • il lato B pare non passare mai di moda;
  • lo hanno stabilito delle sorelle;
  • fanno le gnorri e ci prendono per fesse;
  • spiace, spiace davvero perchè la pubblicità, quella con la P sta davvero mollando l’osso e poi ci mettiamo proprio noi.

Vuoi sapere a cosa mi riferisco, ma dai che hai capito. Gira un cartellone con sette donne, inquadrate da dietro. E’ la pubblicità di legging sportivi. Fatti da donne. Grandi, perchè mettere su un’azienda è un qualcosa di grande e poi vanno a scivolare su una buccia di banana. Su più di qualcuna.

  1. Una buccia è mostrare sette ragazze che indossano l’articolo inquadrandole da dietro
  2. Un’altra buccia è sul prodotto … Se è un articolo sportivo le qualità devono essere particolari; resistenza, comodità, praticità, vestibilità comoda eccetera eccetera. E in questi eccetera non credo che c’entri solo il lato B, o sbaglio?

 

Mi sono resa conto che nel mondo della pubblicità e del marketing non c’è abbastanza attenzione all’essere inclusivi né al rappresentare le persone per come sono, oltre gli stereotipi. Partendo da questa frustrazione, ho deciso di creare qualcosa che potesse diventare un messaggio positivo, una community di appassionati che pretende di più dal mondo della pubblicità e della comunicazione. Il lato b del marketing è il lato buono, che si oppone a quella comunicazione antica e tradizionale in cui le donne non sanno guidare, le anziane non hanno rughe e gli uomini non possono piangere. Il lato b è quello in cui la rappresentazione delle persone non è così piatta, ma è etica e inclusiva

(Ginevra Candidi)

Link

https://flaviaepsiche.it/category/femmes-et-reclame/

https://www.facebook.com/femmesetreclame/

https://flaviaepsiche.it/2021/08/24/ma-il-prodotto-esattamente-quale-sarebbe/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/02/18/pomeriggio-5-cartellone-pubblicitario-sessista-a-napoli-le-protagoniste-si-difendono-esigenze-di-marketing-non-volevamo-creare-una-polemica/6498431/

https://www.vanityfair.it/mybusiness/network/2021/05/27/il-lato-b-del-marketing-pubblicita