Le tette, in pratica, sono per i più una sineddoche: il nome della parte per quello del tutto.

La parcellizzazione della donna

A volte mi sembra di essere dal macellaio: “Per favore vorrei mezzo chilo di fettine di coscia di vitello. Mi raccomando che siano tenere“.

In certe pubblicità, al posto delle fettine di coscia di vitello, ci trovi tre o quattro chili di tette. E … “mi raccomando, che siano grandi“.

E’ così che le tette diventano una parte per il tutto. Quel che avanza lo buttiamo, tanto è inutile.

Fai caso all’immagine che ho organizzato qui sotto. Il focus è sulle tette, il volto nemmeno c’è, se non nella foto in cui le tette sono finte.

E’ esattamente ciò che avviene con la parcellizzazione dell’immagine. Una parte del corpo femminile viene esposta, privata del resto del corpo e del volto, per generare un richiamo sessuale esplicito ed istintivo.

Un pensiero pericoloso

La parcellizzazione è un’operazione distruttiva dell’essere umano. Si viene ridotti nemmeno a un corpo, ma ad una sua specifica parte. Il resto non fa nemmeno da contorno. E’ inutile e non interessa.

Questo fissarsi su una parte, escludendo il tutto, spersonalizza e de umanizza la persona. A quel punto il valore dell’essere umano è pari a quello di un oggetto. Forse nemmeno prezioso.

Alla ricerca del nesso perduto

Il fatto che, da circa venti anni, mi occupi di questo argomento dovrebbe darti conto di quanto possa essere ostinata quando mi ci metto di punta!

Proprio con la mia ostinazione ho cercato punti di contatto tra le pubblicità e le tette. Un nesso ci deve pur essere.

Calando un velo pietoso sul paragone tra donne e mucche, comprendo che tutte le tette possano fare latte, e la relazione con le mozzarelle può farmi tanto arrabbiare, ma un nesso ce lo trovo.

Pessimo.

Ma ce lo trovo.

Ma con il radicchio?

 

Forse TETTE è una parola magica

Questo vuol dire che TETTE deve essere una sorta di interruttore che accende una lampadina in qualche cervello.

Vuol dire, inoltre, che quei pubblicitari hanno come target quello degli uomini che fanno la spesa. E che non li stimano, li considerano ottusi e stupidi. Perchè solo uno stupido potrebbe decidere di acquistare che so, una mozzarella , perchè gli piacciono le tette della testimonial della pubblicità. Alla fine non sono offensive solo per il sesso femminile!

Oppure vuol dire che sono menti tortuose che percorrono sentieri che per una mente poco lungimirante come la mia sono troppo impervi per essere frequentati.